A te

Non ricordo la prima volta che ti ho incontrato, o meglio quando ho realizzato consciamente di averti nella mia vita, ma so con certezza che vorrei che non te ne andassi mai. Quando ero piccolo mi cullavi, eri sempre con me, e in qualsiasi momento mi voltassi per cercarti tu eri già lì, sempre presente a tenermi per mano. Mi hai consigliato senza mai stancarti di ascoltarmi, sia di giorno che di notte, senza badare all’ora, perché tanto è parte di te, come ogni cosa. Vado avanti intanto con la mia vita ed arrivo ad oggi.

Quante volte ti aggredisco senza motivo. Quante volte mi illudo di ingannarti e tu, consapevole e sapiente me lo lasci credere, guardandomi col sorriso compiaciuto, senza mai inveirmi contro facendomi sentire sbagliato. Si, spesso grazie a te ritorno sui miei passi. Tu mi hai insegnato tanto, forse a volte con il mezzo più duro, privandomi della tua presenza; ma ti ringrazio, perché così facendo mi hai insegnato quanto sentimenti come l’orgoglio, il rancore e la rabbia siano superflui. Lo so, me lo hai detto molte volte che è sbagliato, ma io da buon essere umano commetto errori con l’arroganza di un’equazione inversamente proporzionale – più ti conosco meno sbaglio – Ma del resto nessuno è perfetto, forse nemmeno tu.

Quante volte ti uso come scusa per giustificare a me stesso qualche mancanza. E quante altre capita di rimandare le cose da fare credendo che tu sia sempre dalla mia parte. Eppure me lo hai fatto capire chiaramente che saresti cambiato, che non avrei mai più potuto avere quella parte di te, così come domani, tra un’ora, tra un minuto o tra un secondo, non potrò viverti come sto facendo ora. Te ne vai. Non ti fermi mai. Muti sempre, senza mai voltarti. Certo che sono complicato! Ti tratto male ed abuso di te quando sei con me. Quasi non ti voglio. E poi, quando ti sento lontano soffro e sento di non averne mai abbastanza. Non vorrei sprecare e dare per scontato la tua presenza, ma poi lo faccio. Lo capisco. Ti chiedo scusa. Credo di aver imparato. Tu mi perdoni, ma poi lo rifaccio. A volte vorrei solo fermarti e tenerti stretto a me, più forte che posso; altre volte vorrei solo urlarti contro – Maledetto sia tu! – Ma so di non poterlo fare. Me lo hai detto milioni di volte di non poter restare perché devi andare.

Come fai ad andare avanti senza mai tornare indietro? Come fai ad avere questa freddezza e a resistere così a lungo? Come fai a durare così? Sei l’unico ad essere davvero inarrestabile.

Sei il più anziano di oggi e il più giovane di domani.

Tu sei la prova che il “per sempre” fa eccezione solo per te. Sei prezioso e dovresti essere trattato con estrema cura. Io non posso fare altro che ammirarti, nella tua infinita grandezza. Posso semplicemente limitarmi a viverti e a rispettarti fino al mio ultimo attimo di te.

Grazie a te Tempo, che sei essenza.

Vorrei condividere questa colonna sonora che mi ha fortemente ispirato.

5 pensieri riguardo “A te

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