One day is today

Oggi 1 Maggio 2020,

Ho deciso di condividere con voi lettori uno tra i momenti più significativi della carriera di un atleta di danza sportiva. Momento che accomuna molte persone e in cui probabilmente alcuni di voi si sono ritrovati.

Quando ho dato alla luce questo blog vi ho promesso trasparenza, ed è quello che farò. Per questo vi racconterò come ho trascorso questa giornata.

Questa mattina, di comune accordo con Oona, e dopo un’intensa videochiamata abbiamo deciso che è giunto il momento di dividere le nostre strade. Ebbene sì, da oggi i nostri percorsi si separano, concludendo un capitolo della nostra vita sportiva insieme. Oggi è stata una giornata piuttosto particolare, perchè ho rivissuto questi tre anni di cammino insieme.

Ricordo quando la vidi lì, in un angolino del paladanze, timida e con lo sguardo basso. Quella ragazza finlandese, che dentro di sè scalpitava dall’entusiasmo del nostro tryout. Ricordo di averle chiesto come si chiamasse per rompere il ghiaccio e di come lei mi rispose con un “Grazie”. In quel momento non capii cosa intendesse, però lasciai correre ed iniziando a prendere la sua mano la guidai in una base di rumba. Ricordo che le persone lì presenti vennero gentilmente a darmi il loro modesto parere, basandosi solo sui risultati ottenuti nelle competizioni. Mi dissero che era troppo distante da me.

“Troppi round dietro dissero. Troppo anonima dissero.”

E fu proprio quello a convincermi di voler ballare con lei. Era una sfida troppo allettante per non coglierla. Quindi decisi di sfidare me stesso. Lei era esattamente l’opposto di ciò che cercavo in quel momento.

La bellezza stava proprio nel vedere lì dove nessun altro vedeva.

Purtroppo le persone sono focalizzate solo su due cose: Il nome e i titoli. Mi sfidai a tal punto da scovare la migliore versione di quella ragazza bionda dagli occhi azzurri. Ad essere onesti, nove cose su dieci mi spingevano a non iniziare la partnership con lei. Mi basai su quell’unica cosa che vedevo in lei nascosta, ma che ero deciso di far uscire fuori a tutti i costi, il suo potenziale.

Iniziammo da subito la nostra carriera insieme e dopo cinque giorni la prima gara Star Cup. Fu come si suol dire “un inizio col botto”. Un mese dopo ci fu il primo campionato italiano assoluto, in cui ci qualificammo ai nostri primi mondiali insieme. Iniziammo la nostra scalata a livello mondiale e devo dire che da lì è stata un graduale crescendo.

Lei era incredula di ciò che le stesse accadendo. Mi disse che le sembrava di vivere un sogno. Aggiunse di non aver mai avuto tutti quegli sponsor e quel team di persone pronte a prendersi cura di lei. Ma per me questo era il minimo, purché lei si sentisse maledettamente bene.

Le persone improvvisamente iniziarono a guardarla con occhi diversi. Le stesse che poco tempo prima mi consigliarono di non ballarci, iniziarono a dire di aver sempre visto qualcosa in lei, che però solo dopo aver intrapreso il nostro percorso insieme è uscito fuori. Io sono sempre rimasto in silenzio, perché per quanto ami rendere la mia partner unica e speciale mi limito a far definire ciò ad altri.

Dopo diverse vittorie e numerose world open ci furono la finale alla Coppa del mondo e il primo campionato italiano assoluto vinto insieme. Io ero davvero felice di aver finalmente raggiunto il mio decimo titolo italiano e, soprattutto, di averlo fatto con lei. Poi c’è stato l’anno delle semifinali ai Grand Slam, podio alla coppa Europa e dritti al Grand Slam Final a Shanghai lo scorso Dicembre.

Dopo quest’undicesimo campionato vinto abbiamo avuto un periodo di pausa, dovuto a tutte quelle piccole cose che contornano un rapporto. E’ poi iniziata la Pandemia, che accomuna ancora oggi ognuno di noi. In questo momento storico abbiamo entrambi avuto modo di pensare a quali sono le nostre priorità e a cosa vogliamo ma soprattutto cosa non vogliamo nella vita. Io personalmente sono una persona estremamente ambiziosa, e do tutto me stesso ogni giorno per raggiungere i miei obiettivi. C’è chi preferisce farsi una famiglia o costruire una vita più tranquilla ad una vita frenetica come quella di un danzatore. Alla fine ci siamo resi conto di avere priorità differenti e che il detto “Investi sempre su te stesso” lo concepiamo in modi diversi.

Ciò nonostante tengo a precisare che i momenti trascorsi insieme sono stati unici, divertenti e indimenticabili. La cosa che più mi ha fatto sorridere oggi è stato quando la mia ormai ex-partner mi ha detto:

“Grazie Vito. Hai scelto me quando altri non lo avrebbero fatto. Mi hai aiutato a diventare una donna indipendente. Hai sempre pensato a me ed hai sempre curato ogni mio dettaglio. Ogni look e idea che hai realizzato su di me mi ha fatto sempre sentire la più bella e la migliore in pista. Mi sei venuto in contro senza farmi mai mancare nulla. Hai assecondato ogni mia richiesta, sia personale che professionale. Ma soprattutto sei stato un buon amico.”

Dopo queste parole, nonostante la nostra scelta comune ho detto a me stesso: “Hai vinto Vito!”

Grazie è stata la parola con cui abbiamo iniziato e concluso il nostro percorso insieme.

Grazie a te Oona. Con te ho imparato che nella vita tutto torna, e che il detto “Fai del bene e vedi che te ne viene” non è poi tanto errato. Ho fatto tutto con passione, mettendo sempre il cuore prima di ogni cosa, perché noi italiani siamo fatti così. Grazie non lo devi a me, ma all’Italia, che ti ha accolta e supportato in tutto, dalla tuta più semplice al compenso più grande.

Non importa quanti, dopo averne goduto girano le spalle a questa nazione, nello sport come in questa Pandemia, perché l’Italia è forte. L’Italia si rialza dopo la caduta, e più forte di prima va avanti, a testa alta, rimanendo sempre l’unica e sola “Bella Italia”, il Cuore del mondo. Sarò anche patriottico, ma l’Italia dà sempre, senza aspettarsi mai nulla in cambio, ed è proprio per questo che nessun’altra nazione potrà mai eguagliare nemmeno il tacco del suo stivale.

Scelgo di non essere ipocrita e quindi vi confesso che tutto ciò fa un pò male, in quanto ogni separazione porta via un pezzo di te. Purtroppo nella vita non sempre le cose vanno come vorremmo. Le persone hanno il diritto di fare le proprie scelte, scelte che noi volente o nolente dobbiamo rispettare.

Avvertire quel senso di vuoto che tutti noi, almeno una volta nella vita abbiamo provato, è naturale. Lo è altrettanto sentirsi persi. Ciò che conta è non soccombere ad esso, ma lasciarsi avvolgere dal fuoco dell’azione e, come una Fenice, risorgere dalle proprie ceneri ancora più forti di prima.

Concludo con una massima che più mi rappresenta in momenti come questo:

“L’uomo che si rialza è ancora più forte di quello che non è mai caduto.”

9 pensieri riguardo “One day is today

  1. Fratello… ogni esperienza ci dà insegnamento.. segui sempre il tuo cuore in ogni scelta della tua vita e vivi di passione. La passione è l’unica e vera cosa a dare un senso a questa maledetta vita. Love you!

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  2. …sono rimasta senza parole..:-(
    Veramente mi dispiace ma se che tutto quello che hai scritto e pura verità è che ti rialzi ancora più forte! Ti voglio tantoooo bene!!! E sarò sempre qua per quello che hai bisogno 💖

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  3. Grazie ,grazie per avermi fatto commuovere queste lacrime sono di gioia perché ai dato ad un pensiero che ho sempre avuto, che sei un ragazzo intelligente forte e umile .continua così è di sicuro i tuoi successi non si fermeranno di esserci…un abbraccio forte e continua a farci sognare😘😘

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  4. 😱cavolo sono rimasta senza parole, ma nello stesso tempo ti farei un sacco di domande😂😂😂…ti auguro veramente il meglio perché lo meriti💪💪💪

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  5. Caro Vito, una vera sorpresa questo tuo scritto, ma anche uno splendido dono a tutti noi a cui hai insegnato tanto pazientemente a ballare, noi principianti così maldestri che non eravamo neppure a conoscenza della tua bravura, e che quando l’abbiamo saputo ci siamo chiesti “Ma che ci fai tu, qui con noi?”. Sorpresa per una decisione inaspettata e per la bellezza del tuo scritto. Non sei solo un eccelso ballerino, ma anche uno scrittore, un poeta, un artista generoso, fine, sensibile e trasparente. Hai saputo tessere la trama della tua vita, dedicando parole bellissime ad Oona e ci hai regalato la vostra bellissima storia di amicizia, nascosta e strutturata su tanta stima e affetto totale. Le storie degli altri ci insegnano quanto le nostre. La tua bellezza e la tua umanità è entrata nel cuore e i pochi passi, spesso maldestri, che ho imparato, si ricorderanno sempre di te perché mi hai permesso di credere che il sogno di imparare a ballare, anche ormai avanti nella vita, poteva esistere. Vi stringo forte a me in un grande abbraccio e vi auguro con tanto affetto un buon cammino.
    Ci sono sempre isole che ci aspettano… come dice la poesia “Itaca” di Kostantìnos Kavafis:

    “Quando ti metterai in viaggio per Itaca
    devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventura e in esperienze.
    I Lestrigoni e i Ciclopi
    o la furia di Nettuno non temere
    non sarà questo il genere di incontri
    se il pensiero resta alto e
    un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
    …..
    Devi augurarti che la strada sia lunga.
    Che i mattini d’estate siano tanti
    quando nei porti – finalmente e con che gioia-
    toccherai terra, tu per la prima volta.
    ….
    Sempre devi avere in mente Itaca
    raggiungerla sia il pensiero costante ma non affrettare il viaggio,
    fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
    metta piede sull’isola, tu, ricco
    dei tesori accumulati per strada
    senza aspettarti ricchezze da Itaca.

    Itaca ti ha dato il bel viaggio,
    senza di lei mai ti saresti messo sulla strada
    che cos’altro ti aspetti?
    E se la troverai povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

    Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
    avrai capito ciò che Itaca voleva significare”

    Con affetto, Marina.
    Grazie!

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